Giovedì, 19 Apr 2018
 
 
Padre Silvio: Lettera Alla Comunità PDF Stampa E-mail
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Scritto da Padre Silvio   
Domenica 15 Settembre 2013 13:51

LETTERA APERTA DI P. SILVIO ALLA SUA COMUNITA’
                                                                                    domenica 15 settembre 2013
Carissimi fratelli e sorelle ad un mese dalla mia partenza da Villamontagna – sarà il prossimo 13 ottobre, domenica  – vi scrivo questa lettera  di commiato dopo di che mi trasferirò nella vicina parrocchia di Povo per offrire il mio aiuto al parroco che  vi lavora da solo con le quasi seimila abitanti che la compongono.Non vi nascondo che ho il cuore addolorato nel lasciarvi dopo 18 anni  di presenza tra  voi che mi avete voluto bene e me lo avete dimostrato in tante occasioni. Sì, sono amareggiato e tanto da non poterlo e volerlo nascondere. In questi ultimi tempi ho letto e riletto una frase di Edith Stein martire santa del nazismo: “Dove il Signore ci guida, non lo sappiamo: sappiamo solo che egli ci guida e perciò mettiamo la nostra mano nella sua  e ci lasciamo condurre da lui”.

 Al là di tante considerazioni umane che si possono fare nei trasferimenti, specie in età avanzata, è meglio rifugiarsi nel Signore e sperare in lui piuttosto che negli uomini. Ed è quanto mi sono proposto di fare: c’è  anche un proverbio portoghese che afferma: “Dio scrive diritto sulle righe storte” e ciò mi basta.Con voi  ho trascorso anni magnifici che fanno e faranno per sempre parte integrante nella mia vita, anni nei quali ho costatato quanto questa sia bella se è vissuta “donando”: davvero non c’è gioia più grande di quando si offre tempo e capacità per una causa amata: e questa causa siete voi amati nel Signore e per il Signore. Mi siete e mi rimanete tutti cari. Non ho nulla da rimproverarvi e molto da rallegrarmi: dalla festosità dei bambini alla avventura problematica degli adolescenti, alle scelte dei giovani, dalla testimonianza degli adulti alla pensosità degli anziani: tutto per me è stata una “grazia” che mi ha aiutato nella mia offerta e rallegrato nel vederla accolta.  Siete stati davvero buoni con me accettandomi nella mia umanità, nei miei limiti e nei miei doni: con voi mi sentivo bene, come in una grande famiglia: non ho da perdonare nessuno perché da nessuno ho avuto torti o almeno non li ho registrati;   a tutti mi sento di dire “grazie”  ricambiandovi, come mi riesce, con un affetto che sento forte e tenace.Ora, dopo diciotto anni da quando sono venuto tra voi in punta di piedi senza portare nulla, ma solo confortato dalla benedizione dell’allora vescovo Sartori, è il momento dei bilanci. Che sono positivi per l’aiuto che mi è venuto da Dio e da voi. Se li elenco non lo faccio per autosoddisfazione ma nel desiderio di lodare con voi il Signore che, proprio nella mia pochezza, “ha fatto grandi cose”. Inizio con le persone: ho avuto la gioia introdurre nella vita cristiana mediante il battesimo 242 bambini e gioire per 250 prime comunioni e 210 cresime, di unire in matrimonio 45 coppie di giovani fidanzati e di accompagnare alla vita eterna 89 fratelli e sorelle nella fede. Con le cose: abbiamo, nel 1999 messo mano alla chiesa parrocchiale restituendole i dipinti   che erano coperti o rovinati dal tempo; nel 2001 abbiamo ristrutturato radicalmente la casa parrocchiale rendendola adatta agli usi comunitari;  insieme abbiamo gioito, nel 2003, per il centenario della scuola materna, il “nido” delle nostra comunità del quale, per l’occasione, vi ho offerto il racconto scritto della sua storia “Dal volt dei pomi all’albero fiorito”, mentre cinque anni prima, nel  1998,  l’avevamo, mediante interventi murari, abbellito in vari interventi così che si presenta come gioiello e vanto comunitario; nello stesso anno siamo intervenuti nella chiesetta votiva della Addolorata curandoci del ripristino e, questo, con l’aiuto determinante degli Alpini della cui associazione abbiamo celebrato i cinquant’anni di fondazione; nel 2000 i nostri infaticabili alpini hanno posto sul Calisio la grande croce in pietra di Pila con la promessa di ricordarla solennemente negli anni a  venire nell’ultima domenica di agosto; sempre gli alpini qualche anno dopo hanno voluto ricordare i loro coetanei morti in guerra con un bel monumento posto  nella piazza maggiore appena terminata; nel 2010 abbiamo ricavato dall’ex orto parrocchiale il campetto che   fa la gioia dei piccoli e dei grandi; e nel 2011 abbiamo potuto leggere la storia del nostro paese con la edizione che ho curata e che fu presentata dal nostro Sindaco “Alle falde del Calisio: Villamontagna, un paese, una storia”. Nel frattempo, dal 1997, abbiamo dato inizio ai campeggi estivi in val di Rabbi, giungendo quest’anno alla 17sima edizione: campeggi come tempi di gioia cui  hanno dato mano decisiva i genitori ed i giovani animatori ed animatrici con un impegno definibile lodevole. Ricordo poi i concerti annuali,  una ventina. Né possiamo dimenticare negli anni 2004 - 2008 l’impegno, lodato ed incoraggiato dall’arcivescovo per avere una chiesa nuova, sogno che non si poté attuare perché lo stesso cambiò decisione, a progetto fatto ed approvato. E, nel contempo non possiamo dimenticare che il nostro paese crebbe, negli ultimi vent’anni, da 400 a 1600 abitanti in un inurbamento rapido ed impensabile. Miei cari: ho volutamente elencato il cammino percorso in questi trascorsi diciotto – vent’anni che hanno dato un volto nuovo al nostro paese portandovi una ventata di novità  che non è “cosa nostra” ma innanzitutto  del Signore che poi ha agito per mezzo nostro. A lui e solo lui il grazie perché ci ha amato  di un amore grande. E dopo la memoria di quanto abbiamo fatto, ora vi esprimo alcune raccomandazioni. Mi rifaccio a quelle, sempre nuove, di papa Paolo VI° e che già vi ho ricordato due anni or sono trascrivendole nel quartino settimanale. Il Papa parla di “parrocchia” ma io le estendo a tutta la comunità civile, al paese: ci stanno bene, eccome. Eccole:“Collabora, prega per la tua parrocchia: chiedi a Dio che sia una casa di famiglia, fraterna ed accogliente,aperta a tutti ed al servizio di tutti. Da il tuo contributo di presenza ed azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega e soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica. E per questo partecipa alle sue Messe con impegno.   Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l’inerzia della tua parrocchia invece di rimboccarti le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto. Ricordati:i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale (e civile): detestali e combattili. La legge del servizio è l’umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell’umiltà. Ed accetta anche di venire messo da parte se il bene di tutti, ad  un certo momento, lo richiede. Solo non incrociare le braccia, buttati invece  nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione. Quando le cose non vanno, prova a puntare il dito contro te stesso invece di puntarlo contro le istituzioni: hai le tue responsabilità e precisi doveri: se hai il coraggio di un autocritica severa e schietta forse avrai una luce maggiore sui  limiti degli altri. Se la tua parrocchia (comunità civile) fa pietà, la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volonterosa per fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto per dare un volto nuovo alle cose”.          Miei cari: lasciandovi per recarmi altrove, nutro una grande speranza: che cresciate nell’amore ed aiuto vicendevole, che ciascuno senta forte il “bene comune”, quello che non guarda al proprio interesse, ma a quello di tutti: ed il bene comune non è solo frutto di discussioni (che ci devono pur essere) ma di convinzioni ricordando il detto latino “concordia parva crescunt, discordia maxima dilabuntur” ossia : con la concordia le piccole cose crescono, con la discordia anche quelle grandi vanno in rovina.          Vi lascio con la mia benedizione, con la mia preghiera, con il mio affetto: e se avrete  bisogno p. Silvio correrà da voi: fateci conto.          Il Signore via con voi. Sempre.                                                                             p. Silvio  

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Novembre 2013 12:20